Il distacco dall'hegelismo. Alla ricerca di una nuova epistme.
Membro attivo della Sinistra hegeliana, Marx mostr fin
dall'inizio caratteristiche sue proprie. I punti di contrasto con
la filosofa di Hegel erano sostanzialmente due: da una parte egli
non era affatto d'accordo con il grande maestro sul fatto che ci
che  reale sia anche inevitabilmente razionale; in secondo luogo
avvertiva la filosofia idealista come intollerabilmente astratta
(che fa camminare l'uomo con la testa e non con i piedi). La sua
proposta filosofica era di agganciare saldamente la filosofia alla
realt della vita, all'attivit materiale, e di utilizzare le
potenzialit critiche della filosofia per mettere in evidenza ci
che nel reale non  razionale.
Questa esigenza di concretezza venne espressa dal filosofo anche
attraverso una scelta convinta per il materialismo e per il
determinismo, che costituivano la base necessaria per portare
avanti un discorso scientifico. Come abbiamo gi riscontrato in
Hobbes e in altri, quella per il materialismo era considerata una
scelta obbligata per coloro che intendevano realizzare una
filosofia come scienza ispirandosi ai dettami della scienza
moderna.
Nel pensiero di Marx  innegabile la presenza e la permanenza di
una forte componente umanistica di chiara derivazione
feuerbachiana, ma la critica di Stirner all'umanesimo di Feuerbach
aveva messo in evidenza le ambiguit e le contraddizioni nascoste
nella trasformazione della teologia in antropologia. Pur
rifiutando drasticamente la conclusione stirneriana dell' io che
ripone la sua causa in null'altro che in se stesso, Marx si
convinse della necessit di superare un generico umanesimo e di
dare alla sua teoria una base scientifica. Ci gli avrebbe
permesso di considerare il socialismo non solo come il risultato
di buone intenzioni, dell'imporsi di valori morali, della lotta
per la giustizia, ma anche come la conclusione di un processo
storico determinato, scientificamente comprensibile e dal quale
sarebbe stato possibile ricavare previsioni attendibili.
La consapevolezza della necessit di dare alla sua filosofia una
base scientifica  evidente nelle opere scritte proprio dopo
l'uscita de L'Unico di Stirner. Il filosofo L. Althusser riscontra
addirittura una rottura epistemica fra l'adesione giovanile di
Marx all'umanesimo feuerbachiano e la successiva teorizzazione del
socialismo scientifico, che individua negli scritti dell'anno 1845
ed in particolare ne L'ideologia tedesca (confronta Dodici, Il
marxismo del Novecento,  letture 63 e 64). La scelta per il
materialismo e per la scienza appare infatti gi evidente
nell'affermazione: Non  la coscienza che determina la vita, ma
la vita che determina la coscienza, tratta da L'Ideologia tedesca
(Editori Riuniti, Roma, 1972 2, pagina 13), che Marx riteneva cos
importante da riprenderla anni dopo quasi con le stesse parole in
un passo dell'opera Per la critica dell'economia politica in cui
riassume la sua attivit teoretica precedente (Non  la coscienza
degli uomini che determina il loro essere, ma, al contrario, il
loro essere sociale che determina la loro coscienza, Editori
Riuniti, Roma 1969 3, pagina 5). In questa frase  evidente non
solo il capovolgimento dell'hegelismo, ma anche l'esigenza di
muoversi in un contesto materialista e quindi deterministico, su
cui soltanto si riteneva allora fosse possibile fondare una
dottrina con valore scientifico. La svolta avvenuta nel pensiero
marxiano appare ancora pi evidente nella distinzione fra
socialismo scientifico e socialismi utopistici, presente nel
Manifesto (1848).
Marx per non volle rinunciare alla dialettica hegeliana come
metodo si analisi della realt storica per le sue potenzialit
intrinseche di mettere in evidenza il rapporto fra struttura e
sovrastruttura, la conflittualit fra le classi e quindi il
movimento stesso della storia. La dialettica hegeliana, se da una
parte pretende di avere un fondamento epistemico (Quaderno
secondo/9, Introduzione), dall'altra  estranea alla scienza
moderna e al metodo che essa si  data. Marx ritenne di poter
sommare i vantaggi di entrambe, ma questa mescolanza si dimostr
poi un elemento di debolezza, in quanto costitu uno dei punti di
maggior contrasto fra marxismo e filosofia della scienza sia in
Occidente (dall' Antidhring di Engels alla critica popperiana),
che nell'URSS (il caso Lysenko, per il quale vedi Quaderno
terzo/5, lettura 73).
Il metodo scientifico marxiano presenta anche altri aspetti
problematici. Una contraddizione  presente nel rapporto individuo-
classe-societ. Il filosofo russo N. Berdiaev ha notato che Marx
si configura la societ come un aggregato di atomi, che
reciprocamente si attraggono all'interno della classe e si
respingono fra una classe e l'altra. Ma secondo la stessa logica
per  cui la classe  una realt superiore agli individui che la
compongono, la societ dovrebbe a sua volta essere una realt
superiore alle classi che la compongono. Marx invece riteneva
esattamente il contrario. Questa evidente assurdit era comunque
destinata a scomparire con l'avvento del comunismo. Ma per quanto
riguarda l'individuo Marx non prevedeva che avrebbe avuto una
realt in s neppure con la sparizione della divisione in classi
nella societ comunista.
Infine la questione della unicit della filosofia marxista. Come
Marx afferma nei suoi scritti, la struttura economica produce le
sovrastrutture spirituali, che quindi non possono in alcun modo
essere indipendenti da essa. Da ci deriva che la pretesa che la
filosofia ha costantemente avuto, di una sua autonomia dal sociale
 infondata. Ma,  stato osservato da molti,  se questo  il
destino di ogni filosofia, come  possibile che il marxismo sfugga
a questa regola generale? Perch le altre filosofie non possono
essere che ideologie, legate ai rapporti di classe, mentre quella
di Marx avrebbe valore di scienza, che in quanto tale sfugge alla
logica della divisione in classi?.
